2 - Halakhah

Halakah è la tradizione normativa del Giudaismo, contrapposta alla teologia e al folklore dell'Aggadah. Una grande parte della letteratura ebraica, dalla Mishnah e dal Talmud nell'antichità ai grandi codici di Maimonide (sec. XII), Yosef Caro (sec. XVI) e altri, per non parlare delle Responsa di famosi rabbini fino ad oggi, è Halakah nel senso che contiene discussioni sulle questioni normative, rispetto sia agli atti religiosi che a molti aspetti della vita quotidiana. Al centro di ogni discussione, c'è la Torah she-bi-ktav ("scritta"), prima parte della scrittura ebraica, più la Torah she-be-‘al pe ("tramandata a voce"), ossia le opinioni e le decisioni riportate nella letteratura halakica.
Nella mostra sono esposti alcuni frammenti di quattro opere halakiche del Medioevo.

1. Mordekay ben Hillel, Sefer Mordekay, parti dal trattato talmudico Gittin.
Quattro fogli provengono da un esemplare copiato in area ashkenazita nei secc. XIV-XV, del compendio normativo del talmudista Mordekai ben Hillel (Germania circa 1240-1298). Scritto nello stile dei Tosafisti, ossia dei glossatori del Commento al Talmud di Rashì (Shelomoh ben Yitzhaq), e strutturato nello stesso modo usato da Alfasi secondo l'ordine dei trattati talmudici, il Sefer Mordekay ("Il libro di Mordekai") fu composto prima del 1286 e riporta su varie questioni normative complesse, il parere dei maestri della scuola talmudica franco-tedesca, molti dei quali si sono conservati solo in quest'opera.

2. Moshe ben Maimon o Maimonide, Mishneh Torah, Sefer Neziqin.

Due bifogli che rilegavano un unico testo a stampa, provengono da un manoscritto copiato in Italia nel sec. XIV e contenente una parte dell'opera di Maimonide Mishneh Torah ("La ripetizione della Torah"), grande compendio normativo. Maimonide, noto con l'acronimo "Rambam" (Rabbi Moshe ben Maimon) (1135-1204), il più grande filosofo, medico e pensatore ebreo del Medioevo, nacque in Spagna ma visse la maggior parte della sua vita in Egitto dove fu il medico del visir Saladino e capo della comunità ebraica locale. Il suo capolavoro filosofico, La guida dei perplessi (1190), scritto in arabo, fu tradotto in ebraico e anche in latino e venne utilizzato anche da autori cristiani, incluso Tommaso d'Aquino (c. 1225-1274).

3. Baruk ben Yitzchaq da Germiza/Worms, Sefer ha-Terumah.
Quattro fogli avvolgono i cartoni di due tomi, e contengono una parte del compendio normativo Sefer ha-Terumah composto da Baruk ben Isaac da Worms, la cui copia fu eseguita in area franco-tedesca fra il 14 e il 15 secolo. Baruk ben Yitzchaq da Germiza/Worms (Germania 1170-1211) è uno dei Tosafisti (in ebraico Ba‘ale Tosafot), ossia gli studiosi della scuola di Rashi (Shelomoh ben Yitzchaq, Troyes, Francia settentrionale 1040 -1105) che composero glosse aggiuntive (Tosafot) al commento del maestro Rashi al Talmud. Il Sefer ha-Terumah è un compendio di halakot o regole di condotta ordinate secondo le sezioni più rilevanti del Talmud (messektot). Germiza è il nome ebraico di Worms, uno dei centri delle accademie rabbiniche più importanti dell'area franco-tedesca, dove studiò lo stesso Rashi. Gli ebrei di Mainz (Magonza) e di Worms furono sterminati in occasione delle crociate. A Worms si conserva un cimitero ebraico con migliaia di tombe fra cui le più antiche risalgono all'epoca dei Tosafisti.

4. Moshe ben Ya‘aqov da Coucy, Sefer Mitzwot Gadol
Ben venti fogli di uno stesso manoscritto contenente un importante compendio della normativa religiosa ebraica avvolgono i cartoni di dieci volumi a stampa, e presentano parti dell'opera di Moshe ben Ya'aqov da Coucy, Sefer Mitzwòt Gadol o Grande libro dei precetti. La scrittura è quadrata ashkenazita, area franco-tedesca secc. XIV-XV. Il Sefer Mitzwot Gadol o Grande libro dei precetti, è generalmente indicato dal suo acronimo SeMaG, in cui sono elencati tutti i 613 comandamenti della Torah, divisi in 248 precetti positivi (fai) e 365 precetti negativi (non fare). L'autore (Francia prima metà del sec. XIII) sistemò il suo compendio fortemente influenzato dalla classificazione di Maimonide dei precetti nella formulazione che ne diede nel Mishneh Torah, ma a differenza di Maimonide, Mosheh da Coucy presenta anche delle lunghe discussioni e le diverse interpretazioni in maniera li normativa religiosa. Egli, inoltre, fa un ampio uso del commento di Rashi alla Bibbia e al Talmud e in particolare delle interpretazioni dei Tosafisti, scegliendo in genere le tradizioni normative della Francia e della Germania rispetto a quelle di Maimonide.

Diversi fogli contengono una parte dell'opera contigua o vicina a quella di altri fogli. Nel complesso è contenuta in essi la seguente parte: Precetti positivi 234 e dal 243 al 258.